Ferraris e Vattimo

13 AGO 20
Immagine di Ferraris e Vattimo
Il dialogo fra Ferraris e Vattimo pubblicato da Repubblica mi ha rattristato: possibile ridurre la verità ad un affare di potere? Sufficiente opporre alla tesi un generico movimento allo smascheramento della realtà e alla capacità di discriminare? Se, dall’antica Grecia di sofisti e filosofi, la comprensione della verità è progredita così poco non stupisce che i postmodernisti non sappiano dove andare. Ma che il dibattito, per dirla col direttore, sia destinato a rimanere senza sbocco non è forse male, perché a volte, quando ritengono d’aver afferrato la verità, anche le menti più brillanti incorrono in tragici errori politici. In fondo anche un filosofo geniale come Heidegger, che sull’essenza della verità aveva idee chiare, finì col scorgere nel partito nazista la potenzialità di un rinnovamento spirituale della vita.